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Missione
Archeologica di Nora
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Inquadramento
storico
L'Età Fenicio-Punica
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Sulla fondazione fenicia siamo più documentati. Anzitutto il sito stesso
dell'insediamento è indicativo. Lo storico greco Tucidide ci informa (Storie
VI, 2), parlando della Sicilia, che "vi abitavano anche i Fenici,qua e
là, dopo avere occupato i promontori sul mare e le isolette dinanzi alla
Sicilia." Questa tipologia di insediamenti è stata riscontrata anche nelle
altre regioni interessate dalla colonizzazione fenicia, ed in Sardegna
ne abbiamo attestazioni a Nora, Tharros (promontori) e S. Antioco (isoletta).
Già solo il luogo, dunque, ci indicherebbe l'origine fenicia del centro,
ma abbiamo anche altre testimonianze. La prima è letteraria: Pausania
(X, 17, 5) racconta che gli Iberi sotto la guida di Norace, vennero in
Sardegna e vi fondarono Nora, che fu la prima città dell'isola.
La tradizione di Norace è poi ripresa dal più tardo Solino (IV, 2) che
ne specifica la provenienza da Tartesso. Si è generalmente interpretato
negli Iberi guidati da Norace (evidente ecista eponimo) i Fenici e si
è trovato un fondamento alla definizione "prima città della Sardegna"
nella testimonianza archeologica data da documenti epigrafici fenici provenienti
da Nora, i più antichi di tutta l'isola. Uno di questi, databile nell'Vili
sec. a.C. ci riporta per la prima volta il nome Sardegna ma, per quànto
importante, questa epigrafe non è sufficiente a dimostrarci l'esistenza
della città in quel periodo; infatti potrebbe essere pertinente ad una
struttura o dedica sacra posta prima dell'impianto urbano vero e proprio.
L'altro documento epigrafico è composto solo da poche lettere ed è ancora
discusso, con cronologie diverse. Certo è che, se anche per questo fosse
accettabile una data all'Vili secolo, si potrebbe guardare alla probabilità
dello stanziamento della città in quel tempo con maggiore possibilità
di essere nel vero.
La documentazione archeologica precedente agli scavi più recenti fornisce
solo poche indicazioni relative alla fase fenicia della città. Il Pesce
parla di ceramica protocorinzia e rodia trovata nelle case del litorale,
mentre gli scavi del Patroni condotti all'inizio del secolo, sfiorarono
appena una necropoli ad incinerazione fenicia, da cui provengono reperti
databili tra la fine del VII e l'inizio del VI sec. a.C. Altre testimonianze
della Nora arcaica sono state viste in pavimenti in terra battuta evidenziati
nella zona a mare, nella cui discarica dei vecchi scavi si sono effettivamentetrovati
di recente materiali della prima metà del VI sec. a.C. Gli scavi eseguiti
sistematicamente nel sito a partire dal 1990 hanno infine permesso di
acquisire nuovi importanti dati archeologici su questa fase di vita della
città. Dalle indagini condotte sulle pendici del Coltellazzo e nel foro
romano provengono numerosi frammenti fittili arcaici databili tra la fine
dell'VIII e la prima metà del VI sec. a.C., cui si aggiungono i rinvenimenti
di alcune strutture riferibili alla tarda età fenicia: un importante complesso
santuariale nell'area del Coltellazzo e un quartiere a carattere abitativo/produttivo
al di sotto dei livelli romani del foro. Queste pur labili testimonianze
contribuiscono dunque ad arricchire il panorama del primo sviluppo urbano
di Nora, fin dall'età fenicia centro di importanti rotte commerciali.
Testimonianza ne sono i suoi tre porti, posti nelle insenature di nord-est,
nord-ovest e sud-est, oggi in massima parte sommersi.
Anche della città punica non conosciamo molto: prevalentemente le tracce
sono individuate in preesistenze nell'ambito urbano ovvero, in maggior
misura, nei reperti materiali. Gli edifici sicuramente punici sono assai
pochi: dalla fondazione del "tempio di Tanit" ai resti di fortificazione
sulla Punta di Coltellazzo, alla "fonderia", ai resti di muri a telaio
dei livelli inferiori della zona a mare. I materiali di corredo delle
tombe, invece, ci riportano più vivacemente all'aspetto del ricco centro
mercantile, fervido di attività e scambi commerciali. Le tombe hanno più
deposizioni, con corredi ricchissimi di ceramica prodotta sul posto, importata
dalla Grecia, amuleti, gioielli in metalli preziosi ed oggetti di ornamento
personale.
Da questi si ricava che la città, gia fiorente nel V secolo, nel IV ebbe
un rigoglio considerevole aprendosi, alla fine del secolo, ai contatti
anche con il mondo italico, in particolare Roma.
Sicuramente, anche senza l'appoggio di fonti scritte, possiamo dedurre
che Nora, durante il periodo punico, ebbe una notevole rilevanza fra le
città della costa meridionale dell'isola, superiore verosimilmente anche
a Cagliari.
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