Missione Archeologica di Nora

Inquadramento geografico
Nora ed il Mediterraneo

 
 


La città di Nora si trova collocata su di un promontorio (Capo di Pula), sito a 380 59' 13" di latitudine Nord e 30 26' di longitudine Ovest (riferita al meridiano di Monte Mario).
Questa lingua è separata dall'entroterra mediante uno stretto istmo che, nel punto di massima strozzatura, non supera gli ottanta metri di larghezza. Dopo questo stretto il promontorio si allarga sensibilmente, estendendosi in due punte, l'una a Sud: Punta 'e su coloru (punta dei serpenti), l'altra ad Est: Punta di Coltellazzo, di fronte all'isoletta omonima.
Si forma così un approssimativo triangolo, la cui base, rivolta verso il mare, misura all'incirca mt. 650 e la cui altezza, sino alla strozzatura dell'istmo, è di mt. 500. Il promontorio inizia ad elevarsi all'altezza della cosiddetta "Casa della Guardiania", in linea con il tombolo che costituisce il limite a mare della Peschiera di Nora, portandosi a quota 3, e si estende a livello pressocché costante, tranne che in tre leggeri rialzi: il cosiddetto "luogo alto" o "tempio di Tanit" a quota 5; Punta 'e su coloru a quota 6 e soprattutto la Punta di Coltellazzo a quota 32.
La situazione attuale del promontorio non rispecchia fedelmente quella antica. Il luogo comune della "Nora sommersa" si basa, infatti, sul reale arretramento della linea costiera, in talune parti abbastanza sensibile, anche se non in modo tale da giustificare le fantasie locali sulla città giacente sul fondo marino. L'esame delle fotografie aeree, condotta dal Prof. Schmiedt, ha permesso di ricostruire, nella cala di libeccio, un arretramento della costa di meno di mt. 90, e di identificare una serie di strutture portuali (moli) che si protendono nel mare. Di poco modificato, invece, appare l'istmo, la cui massima larghezza non deve avere mai superato i mt. 100.
L'esplorazione subacquea non ha recato importanti contributi a questa indagine, se si eccettua l'identificazione di resti di una cinta muraria di epoca punica all'altezza della "Casa della Guardiania", in quanto, nella cala di libeccio, il Rio Arrieras-Tintioni ha provocato, con i suoi sedimenti, il rialzo del fondale marino.